Uno Smørrebrød a Copenaghen

Tra le città Europee che meritano assolutamente di essere visitate, Copenhaghen si conquista assolutamente un posto di spicco in cima alla lista di quelle da vedere. Di fatto è una delle capitali più accoglienti del mondo: La città più vivibile al mondo, come è spesso identificata giustamente. Il nome danese è una contrazione di Køpmannæhafn, che significa Porto dei Mercanti, e già dall’era vichinga era sede di un villaggio di pescatori. La sua vera e propria fondazione risale al 1167, anno in cui la città fu fortificata. Ma è proprio grazie al porto commerciale che la città crebbe assumendo lungo il corso dei secoli l’importanza di grande centro di scambio e inevitabilmente, di cultura. Copenhaghen è oggi una città ricca di contraddizioni e di molteplici lati inaspettati: Palazzi antichi e carichi di storia secolare convivono con il design ultra moderno e l’ardita prospettiva dei nuovi edifici. Le tradizioni che a tratti sembrano immobili da millenni si contrappongono all’innovazione e al modernismo. Così come nella cucina, dove accanto ai piatti arcaici a base di merluzzo, aringa, sgombro, anatra come pure maiale o barbabietole, si impone prepotentemente la Neo gastronomia nordica un fenomeno partito e fortemente voluto dal Noma di René Redzepi. Il quale è riuscito nel giro di pochi anni, ad imporre il panorama gastronomico danese, non proprio ricco di un’opulenta storia al pari della vicina Mitteleuropa, come uno dei più vivaci ed interessanti del mondo intero. Possiamo immergerci nella tranquillità dei suoi parchi e dei suoi mercati ma non ci mancherà l’occasione di serate mondane ed esperienze imperdibili. Se siete abituati al caos e al traffico delle grandi metropoli Copenaghen vi sorprenderà. Qui il numero delle biciclette supera quello delle auto private creando una vera e propria controtendenza di traffico con piste ciclabili capienti, ponti ciclopedonali, autostrade ciclabili, interurbane. Insomma una città a misura di due ruote.

Incuriositi da queste premesse e , soprattutto, ansiosi di scoprire la cultura, gli usi, i costumi e principalmente la gastronomia Danese, partiamo alla volta di Copenaghen per saperne di più e per toccare con mano quanto di più interessante si può trovare nella Venezia del nord. Appellativo che è d’obbligo, sia per una serie di canali che in minima parte la accomunano alla nostra stupenda città, sia per la loro bellezza e di quella magnetica della città che li ospita.

Data la limitata estensione territoriale la città si presta ad essere visitata a piedi, o quantomeno arrivarci in auto è un’errore imperdonabile. Parcheggiare è quasi impossibile, vista la propensione verso le biciclette i parcheggi sono molto limitati e d’altra parte tutte le attrazioni sono situate a breve distanza tra di esse, cosicché diventa inutile se non fastidioso spostarsi con la macchina. Quindi vediamo quale sono i posti che non possono mancare nella nostra lista di cose da vedere a Copenaghen.

La sirenetta

E una piccola scultura bronzea ( alta 1 metro e 25), situata all’inizio del porto di Copenaghen, che raffigura appunto, la celeberrima Sirenetta della fiaba di Hans Christian Andersen. La scultura fu commissionata all’inizio del secolo scorso da Carl Jacobsen, figlio del fondatore di Carlsberg. I Jacobsen furono una grande famiglia di filantropi ma soprattutto collezionisti d’arte. Grazie al loro grande successo commerciale accumularono una grandissima collezione di opere d’arte che oggi sono conservate nella Ny Carlsberg Glyptotek. il loro nome riecheggia ovunque a Copenhaghen.

I giardini di Tivoli

Sono forse i più antichi, se non i primi, parchi divertimenti che l’europa abbia mai visto e, in un certo senso, l’aspetto originale è stato mantenuto. L’ingresso si trova ancora nella posizione originaria del 1849, il lago e l’ antico teatro della pantomima si trovano nello stesso punto dai tempi in cui un grande fossato circondava la città. Sin dal vostro ingresso verrete catapultati in un mondo di fiabe e di paesi esotici nonché di giochi da brivido che vi faranno rizzare i capelli in testa. Tutto questo nel cuore di Copenaghen. Se poi, la sera, cercate un posto magico Il parco di Tivoli si tinge di un’atmosfera assolutamente romantica carica di luci, alberi caffè e vialetti. Cosa desiderate di più .

Amleto e il Castello di Rosenborg

Avete presente Amleto -“Essere o non essere”-, Shakespeare? Beh questo castello è proprio lui! il castello dove il commediografo inglese ha ambientato la sua tragedia forse più famosa. Il nome inglese della cittadina di Helsingør che ospita il magnifico castello è Elsinore ed è proprio cosi che nella sua tragedia Shakespeare chiama il Castello. All’interno si possono visitare la stanza dei cavalieri e gli appartamenti reali e la sua enorme stanza da ballo, la più grande del nord Europa. Ogni anno arrivano qua da tutto il mondo qui quasi 2,5 milioni di visitatori anche attratti dai gioielli della corona reale, il trono e il tappeto persiano delle incoronazioni.

L’area pedonale dello Strøget, la via dello shopping

Lo Strøget e una delle aree pedonali più famose di Copenaghen . Molto affollata di giorno, la sera invece diventa invece rifugio per tutti gli appassionati di pub, bar e discopub. Si estende per più di un chilometro e vi si può trovare di tutto. Dal negoziato di souvenir ai negozi di grandi firme.

Nyhavn

Corrisponde all’area relativa all’antico porto di Copenhaghen, nonostante il suo nome significhi porto nuovo. E’ composto da due file di case di mattoni a schiera dai colori variopinti, tipici delle costruzioni delle zone di mare. Qui visse anche Andersen e la casa più antica risale al 1681. Fu dismesso come porto man mano che le navi oceaniche raggiungevano stazze via via superiori e non erano più in grado di transitare nell ‘area ridotta dell’antico porto . Oggi è il punto nevralgico del turismo cittadino e, in questa piccola Venezia, sono presenti locali di ogni genere inclusi caffè e negozi di souvenir.

Profumi e colori tra i banchi di Torvehallerne.

Se siete alla ricerca di verdura locale, pesce fresco o di qualche specialità tipica? Allora dovete assolutamente visitare il mercato di Torvehallerne. E’ situato vicino alla stazione di Nørreport e offre la bellezza di più di 80 negozi. Se volete scoprire la cucina locale potete sedevi qui per conoscere cibi e ingredienti della cucina locale. Non c’è niente di meglio di un mercato per essere catapultati immediatamente nel cuore delle tradizioni e, perché no, delle innovazioni che una città può offrire. Quindi che sia un caffè’ o pesce fritto, il classico smørrebrød, aringhe, panini, insalate di crostacei, oppure confit d’oca o anatra questo è uno dei posti giusti dal quale partire per andare alla scoperta del cuore culinario di Copenaghen

La città libera di Christiania.

Come definire Christiania? Citta libera, quartiere quasi autogovernato o comunità indipendente. Forse tutto questo, forse nulla di tuto ciò. Nel distretto di Christianshavn si trova questa divisione della città accessibile solo attraverso due ingressi principali, dove non è consentito l’accesso alle auto. Venne fondata nel ’71 da un gruppo di Hippy e d’allora, mentre si cercava di espellerli dall’area è diventata una città libera. In danese Fristad. Christiania è a tutti gli effetti un borghetto autogestito dove è tollerata la circolazione delle droghe leggere. La sua via principale, la cosiddetta Pusher street, ospita diversi chioschi, dove non è difficile acquistare Hashish. Rimane a tutti gli effetti un modello di esperimento sociale vivente , nonché un esempio realizzato di utopia basata sul principio del rispetto e della libertà personale.

Il Noma

Il NoMa è un ristorante di Copenhaghen il cui nome è composto da parole danesi che significano: “nordisk” e “mad”, cibo e nordico. Forse uno dei ristoranti più famosi al mondo, almeno tra gli appassionati di cucina di alto livello. Il suo fondatore Rene Redzepi ha costruito un progetto culinario concentrandosi unicamente sugli ingredienti che poteva reperire vicino al ristorante, non disdegnando nemmeno formiche, muschio e muffa. Parte di questa questa filosofia viene filtrata anche nella cultura del luogo già invaghita di tendenze futuriste e non diventa difficile ritrovare insetti commestibili nel buffet dell’albergo oppure al supermercato.

Il ristorante si trova sulle rive di un piccolo fiume, situato non lontano dal centro di Copenhaghen e comprende: ristorante, le cucine e innumerevoli serre dove vengono coltivati i vegetali che saranno serviti sulle tavole del NoMa. la cucina opera essenzialmente coordinandosi nell’arco di tre movimenti o stagioni stagioni. Per quattro mesi ci si concentrai sui prodotti di mare , sulla verdura per altri quattro e poi sulla selvaggina per gli ultimi quattro. In poche parole tutto quello che è disponibile finisce nel piatto dei clienti del NoMa. Non è difficile immaginare come questo ristorante sia diventato uno dei luoghi della gastronomia più influenti del mondo e la metà di tutti i finedining lovers di tutto il pianeta.

Passato e futuro nella gastronomia danese

I piatti principali della gastronomia danese sono essenzialmente composti sia da carne e sia da pesce. tra i quali merluzzo, aringa affumicata e sgombro . Un’arrosto di maiale con cotenna , lo stegt flæsk e anatra ripiena di prugne secche e mele. I contorni sono a base di barbabietola e patate, sfruttando molto la disponibilità locale. Se parliamo del pranzo non possiamo assolutamente non menzionare lo smørrebrød: una fetta di rugbrød, pane di segale, ricoperta da un’intreccio di vegetali e carne o maiale .Può essere condito con la salsa remoulade o la maionese. Tra le combinazioni più gettonate troviamo le aringhe, marinerede sild (aringhe marinate), il salmone , Laks, il fegato di maiale, il leverpostej ovvero paté di fegato di maiale. Impossibile esimersi dall’assaggiarlo.

La ricetta dello smørrebrød

Ecco la nostra interpretazione di questo classico della cucina danese.

Calorie: 218 Calorie per porzione

Difficoltà: facile

Tempo di preparazione: 10 minuti

Cottura: non richiesta

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 fette di pane di segale Danese
  • 1 avocado
  • qualche goccia di tabasco
  • salsa worchester
  • mezzo limone
  • Indivia riccia o insalatina
  • 200 g di Salmone Gravlax o salmone affimicato
  • un ciuffo di aneto
  • 1 cipolla piccola
  • 2 cetriolini sott’aceto
  • sale e peperoncino

Preparazione

Sbucciare l’avocado e schiacciarlo bene con la forchetta in una terrina. Aggiungere poche gocce di Tabasco e di Salsa worchester, un cucchiaio di succo di limone, sale e peperoncino tagliato a rondelle e continuare a schiacciare fino a ottenere una crema consistente. Disporre le fette di pane sul piano di lavoro e spalmarvi la crema di avocado. Quindi, continuare con uno strato di insalata e uno di salmone disposto in modo che lo smorrbrod si sviluppi in verticale. terminare con qualche ciuffetto di aneto, qualche fettina di cipolla e di cetriolino. Lo Smorrbrod è pronto! Ideale per un pranzo o uno spuntino veloce vi immergerà da subito nell’atmosfera nordica di Copenaghen.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. fravikings ha detto:

    Articolo e foto bellissime, mi hai fatto venir voglia di andarci specie per i canali e christiania!

    Piace a 1 persona

    1. secret chef ha detto:

      E’ una città che merita veramente di essere visitata. Modello virtuoso per tutte le capitali Europee. Presenta realtà uniche che altrove difficilmente troverai. Se poi ti sposti di qualche chilometro nelle vicinanze della città, scoprirai una serie di castelli mozzafiato.

      "Mi piace"

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